Eletta più volte tra i comuni più “smart” d’Italia per qualità dei servizi, sostenibilità e innovazione digitale, la città orobica unisce storia e futuro in un equilibrio raro: quello di chi sa innovare senza dimenticare la propria identità.
Nel 2023, insieme a Brescia, è stata Capitale Italiana della Cultura, ma il fermento non si è esaurito. Anzi, da quell’esperienza è nato un nuovo modo di vivere la città: più partecipato, verde e connesso. Passeggiare tra le strade di Bergamo oggi significa attraversare secoli di architettura e idee, tra mura rinascimentali e spazi industriali rinati a nuova vita.
DUE CITTÀ, UN’UNICA ANIMA
Bergamo si sviluppa su due livelli, come due personalità complementari. In Città Alta, protetta dalle mura veneziane Patrimonio Unesco, il tempo sembra essersi fermato: vicoli acciottolati, torri medievali, antichi caffè. In Città Bassa, invece, si respira innovazione: spazi rigenerati, piste ciclabili, coworking e ristoranti contemporanei.
La funicolare, che da più di un secolo collega i due cuori della città, non è solo un mezzo di trasporto ma un simbolo perfetto della sua doppia natura, antica e moderna.
I LUOGHI IMPERDIBILI
Bergamo è una città da vivere a due velocità: lenta e contemplativa in Città Alta, dinamica e contemporanea in Città Bassa. Il percorso ideale comincia in alto, tra le mura veneziane, per poi scendere nella città moderna.
CITTÀ ALTA
1. Piazza Vecchia: il salotto rinascimentale
Definita da Le Corbusier “una delle piazze più belle del mondo”, è l’anima elegante e misurata della città antica. Circondata da edifici armoniosi, tra cui il Palazzo della Ragione e la Torre Civica (il “Campanone”), offre una scena perfetta di bellezza rinascimentale lombarda. Ogni sera alle 22 in punto, la campana suona cento rintocchi, come avveniva secoli fa per segnalare la chiusura delle porte cittadine: un rito che ancora oggi emoziona residenti e visitatori.
Sulla piazza si affaccia anche la Biblioteca Angelo Mai, un piccolo scrigno di manoscritti miniati e antichi incunaboli, perfetta per chi ama la quiete e la storia.
Una sosta d’obbligo è il Caffè del Tasso, aperto nel 1476, dove il tempo sembra essersi fermato tra boiserie, tazzine di porcellana e tavolini d’epoca.
2. Basilica di Santa Maria Maggiore e Cappella Colleoni: arte e spiritualità
Pochi passi da Piazza Vecchia bastano per trovarsi davanti a due capolavori assoluti. La Basilica di Santa Maria Maggiore, con la sua facciata romanica, custodisce un interno sontuoso, tra stucchi dorati, affreschi barocchi e il maestoso coro ligneo intarsiato su disegni di Lorenzo Lotto.
Accanto, la Cappella Colleoni è un inno al Rinascimento lombardo: marmi policromi, simboli araldici e una luce che filtra morbida dalle bifore. È il mausoleo di Bartolomeo Colleoni, condottiero bergamasco che volle lasciare alla città un segno eterno della sua grandezza.
All’uscita, in pochi passi si può raggiungere la Pasticceria Nessi, celebre per la “polenta e osei”, dolce simbolo di Bergamo.
3. Rocca e Mura Veneziane: panorami e passeggiate sospese
Dal cuore medievale, una breve camminata porta alla Rocca, fortificazione trecentesca oggi sede del Museo dell’Ottocento. Dalle terrazze si apre una delle viste più spettacolari sulla pianura e sulle Alpi Orobie.
Da qui si può imboccare il Cammino delle Mura Veneziane, 6 chilometri di passeggiata Patrimonio Unesco che abbraccia l’intero colle: un percorso tra bastioni, baluardi e scorci mozzafiato, soprattutto al tramonto, quando il sole illumina i tetti di Città Bassa.
4. Via Gombito e la Torre del Gombito: il cuore verticale
È la spina dorsale di Città Alta, un susseguirsi di botteghe, profumi e vetrine artigiane.
All’altezza della Torre del Gombito, alta oltre 50 metri, si trova il punto informativo VisitBergamo: salendo fino in cima si gode una suggestiva vista panoramica. Qui si scopre il volto autentico della città: piccole osterie, laboratori di ceramica e negozi di design locale. Fermati da Il Fornaio, storico panificio con le sue focacce fragranti e dolci alle nocciole, ideali per un break “a vista mura”.
CITTÀ BASSA
Dalla funicolare si scende verso la Bergamo contemporanea, dove palazzi liberty, parchi e musei convivono con spazi rigenerati e pulsanti di creatività.
5. Sentierone e Teatro Donizetti: il cuore elegante
Il Sentierone è il grande viale porticato che rappresenta la Bergamo borghese e raffinata. Qui si passeggia tra boutique, caffè storici e mercatini, in un’atmosfera che unisce eleganza ottocentesca e vivacità cittadina.
Dominante sulla piazza è il Teatro Donizetti, intitolato al celebre compositore bergamasco. Dopo un restauro hi-tech, è tornato a essere uno dei teatri più moderni e acusticamente perfetti d’Italia.
Per una pausa dolce, nulla batte la Pasticceria Balzer, simbolo liberty del Sentierone: da quasi due secoli serve pasticcini e cappuccini perfetti, tra marmi, specchi e arredi d’epoca.
6. Accademia Carrara e GAMeC: due anime dell’arte
Poco distante, lungo via San Tomaso, si incontrano due musei gemelli e complementari.
L’Accademia Carrara, fondata nel 1796, custodisce una collezione d’arte tra le più importanti d’Italia, con capolavori di Pisanello, Bellini, Botticelli, Raffaello e Lotto. Ogni sala è un viaggio nel tempo, dall’Umanesimo al Neoclassicismo.
Di fronte, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea è il volto della Bergamo creativa: installazioni, fotografia, arte digitale e performance si alternano in un dialogo continuo tra passato e futuro.
Spesso i due musei organizzano mostre congiunte, offrendo al visitatore un itinerario unico nella storia dell’arte.
7. Daste e Spalenga Innovation District: la fabbrica del futuro
Un tempo centrale termoelettrica, oggi è uno dei luoghi simbolo della Bergamo che cambia.
Il Daste e Spalenga Innovation District è un hub per startup, arti digitali e imprese creative, con spazi coworking, ristoranti, cinema e sale per eventi.
Qui si tengono festival dedicati all’innovazione sociale, alla musica elettronica e alla sostenibilità. Gli spazi industriali sono stati restaurati con materiali riciclati e impianti fotovoltaici, trasformando un ex simbolo del consumo in un faro di energia pulita e idee nuove.
8. Porta Nuova e i parchi urbani: la città che respira
L’area di Porta Nuova rappresenta il punto d’incontro tra la città ottocentesca e quella moderna. Grandi viali alberati, edifici in stile liberty e spazi verdi come il Parco Suardi rendono questa zona perfetta per una passeggiata rilassante.
Durante l’estate, i giardini si animano con eventi open air, cinema sotto le stelle e mercatini sostenibili. Da qui partono anche i nuovi percorsi ciclabili che collegano la Città Bassa con il Parco della Trucca e il quartiere di Longuelo, simbolo della rigenerazione urbana verde.
SAPORI AUTENTICI
La cucina bergamasca è un racconto di terra, montagna e tradizione contadina: piatti robusti, ingredienti poveri e sapori che sanno di casa. Ogni ricetta nasce dal legame profondo tra la città e le sue valli (Val Brembana, Val Seriana, Val Imagna) che per secoli hanno fornito materie prime di qualità.
Il simbolo assoluto sono i casoncelli alla bergamasca, piccoli ravioli di pasta fresca ripieni di carne, pangrattato, amaretti e spezie, conditi con burro fuso, pancetta croccante e salvia. Ne esiste anche una versione di magro, gli scarpinocc, ripieni di pane, formaggio e spezie.
Altra protagonista è la polenta taragna, regina delle tavole d’inverno, preparata con farina di mais e grano saraceno e arricchita da formaggi fusi come il Branzi. La si serve morbida, con salumi o selvaggina.
Tra i formaggi, la provincia di Bergamo è un vero paradiso: ben nove DOP - tra cui il Formai de Mut, lo Strachitunt, il Taleggio e il Gorgonzola - testimoni di una tradizione casearia antica e ancora viva. In città, molte botteghe e ristoranti li propongono in degustazione, spesso accompagnati da miele e confetture di montagna.
Nei secondi, spiccano le carni in umido, i brasati al Valcalepio (il vino rosso locale) e le lumache di Borgo Canale, specialità di origine ottocentesca.
E per chiudere in dolcezza, nessun bergamasco rinuncia a una fetta di polenta e osei, “imitazione” dolce del tradizionale piatto a base di selvaggina, che è in realtà uno zuccotto di pan di Spagna e crema al burro ricoperto da pasta di mandorle gialla e decorato con uccellini di cioccolato.
Dove mangiare
• Circolino di Città Alta Cucina bergamasca autentica in un ambiente accogliente www.ilcircolinocittaalta.it
• Da Mimmo A conduzione familiare, dentro la Casazza, un palazzo del 1357, antica sede del servizio postale Veneziano
• Il Coccio (Città Bassa) Osteria genuina e accogliente dove gustare piatti tradizionali. www.instagram.com/ilcoccio_trattoriabg
Dove dormire
• Relais San Lorenzo (Città Alta) Hotel 5 stelle ricavato tra resti romani e mura veneziane, dal design contemporaneo.
• GombitHotel (Città Alta) Un boutique hotel dentro una torre medievale, tra arte e comfort hi-tech. www.gombithotel.it
• Academia Resort Un rifugio accogliente nella via della prestigiosa Accademia Carrara e della GAMeC. www.academia-resort.com/it


