Moda e vino sono accomunati da concetti come armonia, proporzione, consistenza e tempo. Entrambi nascono da un disegno, da una materia prima che la mano dell'uomo deve saper interpretare prima di trasformarla in emozione: la trama di un tessuto ordito sul telaio non è poi così diversa dalla tessitura di un tannino affinato in botte. E se l'abito fa il monaco, la denominazione fa lo stile. Partendo da qui, abbiamo provato a far dialogare cinque modi di vestire della nostra epoca con altrettante eccellenze del vigneto italiano: così ogni sorso trova la sua silhouette perfetta.
Lo stile minimalista:
Soave DOC
Linee pulite, palette cromatica ridotta all'osso (bianco, nero, beige), tessuti d'alta qualità come il lino d’estate e la pura lana d’inverno, una totale assenza di loghi visibili. Questo elogio della sottrazione e della purezza geometrica trova il suo alter ego nel Soave, un vino bianco veneto da uva Garganega che rifiuta le opulenze artificiali per puntare su una nitidezza millimetrica. Al palato si presenta lineare, dritto, con note delicate di foglia di tè, agrume bianco e una vibrante mineralità di pietra focaia che ricorda la precisione di un taglio sartoriale d'avanguardia. È l'eleganza che non ha bisogno di gridare per farsi notare.
Il classico sartoriale:
Aglianico Beneventano IGP
Il caposaldo del guardaroba: l'abito tre pezzi strutturato, la camicia su misura con le cifre ricamate sul polsino, le calzature stringate in cuoio spazzolato a mano. Un'estetica che profuma di tradizione, rigore e potere discreto. Per questo stile, l'abbinamento ideale resta legato alla fiera territorialità campana con l'Aglianico Beneventano. Questo rosso possiede un carattere sincero e una trama tannica fitta e imponente, simile alla flanella pesante, supportata da una struttura solida che non teme lo scorrere del tempo. Un vino aristocratico profondamente legato alle proprie radici, capace di svelare nel calice sfumature di frutti neri, tabacco scuro e spezie nobili.
Il lusso sussurrato:
Fiano di Avellino DOCG
Il maglione in cashmere finissimo senza etichette, il cappotto avvolgente color cammello, i tessuti serici che accarezzano il corpo. È lo stile di chi possiede tutto ma non ostenta nulla, puntando tutto su una morbidezza tattile senza eguali. Il Fiano di Avellino incarna alla perfezione questa filosofia, è un bianco che non cerca la facile prontezza o i profumi ruffiani; richiede tempo. Nel calice svela col tempo note di nocciola tostata, miele di castagno, cera d'api e una sfumatura di idrocarburo straordinariamente elegante. È un lusso discreto, profondo e sartoriale, pensato per chi non ha bisogno di loghi vistosi ma sa riconoscere la vera nobiltà da un singolo, impercettibile dettaglio.
Il new vintage romantico:
Valpolicella Ripasso DOC Superiore
Camicie con colletto a ruches, giacche in velluto a coste larghe dai colori caldi e autunnali, trench d'altri tempi scovati nei mercati dell'antiquariato e riadattati al presente. C’è una profonda nostalgia poetica in questo modo di vestire, una ricerca dell'anima delle cose passate. Il Valpolicella Ripasso risponde esattamente a questa vibrazione. Con la sua tecnica antica che "riutilizza" le vinacce dell'Amarone, è un vino dal fascino avvolgente e confortevole: profuma di ciliegia sotto spirito, spezie dolci e petali rossi disidratati. Ha un calore rassicurante e una morbidezza d'altri tempi, capace di vestire l'anima prima ancora del palato.
Lo streetwear d'avanguardia:
Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC
Felpe oversize dai tagli asimmetrici, tessuti tecnici che arrivano dal mondo dello sport d'alta quota, sneakers in edizione limitata e contaminazioni urbane. È lo stile della rottura, dell'energia metropolitana, della gioventù che ridisegna le regole scartando l'austero formalismo. Il parallelo liquido perfetto è il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro. Un rosso frizzante, non convenzionale e pop, che colpisce con il suo colore porpora intenso, la sua schiuma esuberante e i suoi profumi diretti di viola e piccoli frutti neri. La sua freschezza scattante e la sua natura pop e scanzonata lo rendono radicale ed energico, proprio come una sfilata di moda urbana sotto la pioggia.
Lo stile Missy Girl: Brachetto d'Acqui DOCG
Fiocchi tra i capelli, cardigan gioiello, gonne corte dal gusto preppy, lingerie che diventa dettaglio fashion e una palette che spazia dal rosa cipria al burro. Il trend Missy Girl, destinato a conquistare l'autunno/inverno 2026-2027, celebra una femminilità giocosa e consapevole che mescola eleganza, bon ton e spirito contemporaneo. È uno stile che non teme la dolcezza, ma la vive con ironia e carattere. A interpretarlo nel calice è il Brachetto d'Acqui DOCG Le Vie dell'Uva. Delicatamente frizzante e piacevolmente aromatico, conquista con i suoi profumi di rosa e piccoli frutti rossi, mentre al palato esprime una dolcezza equilibrata e una freschezza vivace. Come un outfit Missy Girl, è seducente senza essere eccessivo, romantico senza risultare prevedibile. Un vino che gioca con la leggerezza trasformandola in stile.
