Non si dà italianità senza pasta, ma alcune semplici accortezze possono contribuire a utilizzare meno acqua ed energia durante la sua preparazione. Abbiamo due modalità di cottura della pasta:
A) Cottura tradizionale
Il fuoco rimane acceso sotto la pentola scoperta per tutta la durata della cottura.
B) Cottura passiva
Dopo circa due minuti di ebollizione, il fuoco viene spento e la pentola viene coperta con il coperchio, lasciando terminare la cottura nell’acqua calda.
Il coperchi fa la differenza
Utilizzare il coperchio durante la cottura consente di limitare la dispersione di calore e di utilizzare meno acqua. Questa modalità permette di ridurre di circa il 30% il consumo di acqua e del 10% quello di energia. In termini di emissioni associate all'energia utilizzata, il risparmio stimato è di circa 20 grammi di CO₂ per cottura. Su 300 cotture, questi valori corrisponderebbero a circa 5,5 kg di CO₂ in meno e a un risparmio economico stimato di circa 15 euro.
La cottura passiva
Spegnere il fuoco dopo i primi minuti di ebollizione e utilizzare il calore già presente nell'acqua permette di ridurre ulteriormente l'energia utilizzata per la cottura. Il risparmio energetico stimato equivale, secondo i dati disponibili, all'energia utilizzata per circa 15 anni di ricariche di uno smartphone.
Anche la quantità di acqua conta
Per cuocere la pasta non è sempre necessario utilizzare un litro d'acqua per ogni 100 grammi di prodotto. L'impiego di circa 700 ml di acqua per 100 g di pasta, quando compatibile con il formato e le modalità di cottura, consente di riscaldare una quantità inferiore di acqua e quindi di ridurre l'energia necessaria.
Secondo le stime riportate, questa modalità permette una riduzione di circa il 13% dei consumi di acqua e di energia. Tre accorgimenti, un solo obiettivo: usare meglio le risorse
Utilizzare il coperchio, adottare la cottura passiva e impiegare una quantità di acqua adeguata sono tre semplici accorgimenti che possono contribuire a contenere i consumi associati alla preparazione della pasta.
Se adottati insieme, secondo le stime riportate, nell'arco di un anno permetterebbero di risparmiare fino a 44,6 kWh di energia, 13,2 kg di CO₂e e 69 litri di acqua.
Naturalmente, i risultati effettivi possono variare in funzione delle quantità utilizzate, del tipo di pasta, dei tempi di cottura, della pentola e della fonte energetica impiegata.
Un ultimo consiglio
Non serve controllare continuamente il fornello: è sufficiente organizzarsi per mettere la pasta nell'acqua appena raggiunge l'ebollizione e spegnere il fuoco nei tempi previsti dalla modalità di cottura scelta. Anche evitare di lasciare l'acqua a bollire più a lungo del necessario permette di non utilizzare energia oltre il tempo effettivamente richiesto.
Piccoli gesti, soprattutto quando diventano abitudini, possono aiutare a gestire in modo più efficiente acqua ed energia in cucina.
Redatto da:
Filippo Rossi
Ricercatore in Nutrizione Umana
Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali
Università Cattolica Piacenza
