Milano, le nuove piazze

Milano, le nuove piazze

Da Porta Nuova a CityLife, sono i poli di attrazione della città postmoderna. Non più  “da bere”, ma da godere. E dal 17 al 22 aprile Design District con il Fuorisalone

Per i greci era l'Agorà, per i romani il Foro, nel medioevo la Platea. Nomi diversi per indicare uno stesso luogo, la piazza, la cui funzione era quella di riunire cittadini e forestieri, scambiare merci e opinioni, insomma: condividere la vita sociale di una città. Milano ha una storica Piazza, suo cuore e simbolo, con il Duomo e la Galleria, meta ogni giorno di migliaia di persone. Tuttavia negli ultimi anni il capoluogo lombardo ha visto moltiplicarsi i poli di aggregazione urbana, ossia le piazze. Che dal 17 al 22 aprile, durante il Salone del Mobile che si svolge alla Fiera di Rho-Pero, accolgono gli eventi della Milano Design Week, il cosiddetto Fuorisalone.

 

Citylife, l'ultima nata

Inaugurata il 30 novembre dello scorso anno, è l'araba fenice risorta sulle ceneri dell'ex Fiera Campionaria degli anni '60. L'ultima piazza in ordine di tempo è CityLife (www.city-life.it), che sarà caratterizzata da tre grattacieli firmati da archistar: Il Dritto (Torre Allianz) di Arata Isozaki e Lo Storto (Torre Generali) di Zaha Hadid, già ultimati, mentre è ancora in costruzione Il Curvo, di Daniel Libeskind. A Libeskind e alla Hadid si devono anche le futuristiche unità abitative che fronteggiano piazza Giulio Cesare. Al centro dell'area uno spazio di 360mila mq di verde pubblico e uno Shopping District (https://citylifeshoppingdistrict.it) tra i più grandi d'Europa con supermercati, negozi, bar, ristoranti, cinema.

 

Porta Nuova, la superstar

La riqualificazione di Porta Nuova (www.porta-nuova.com) con i suoi ideali prolungamenti verso Corso Como, Brera e il centro, e verso l'Isola, quartiere d'atmosfera popolare e bohemien, è stata una delle operazioni urbanistiche più complesse che ha trasformato Milano negli ultimi decenni. Con un incredibile riscontro nel gradimento delle persone che a migliaia affollano piazza Gae Aulenti a ogni ora del giorno e della notte. Edificio-simbolo è la Torre Unicredit di Cesar Pelli, il più alto grattacielo d'Italia, ma a due passi c'è una delle realizzazioni più innovative
dell'architettura moderna: il Bosco Verticale di Stefano Boeri. Senza dimenticare che nelle
vicinanze si trovano altri simboli della modernità, come Palazzo Lombardia, sede della Regione, e il Pirellone di Gio Ponti, emblema degli anni '60 del '900 e del boom economico dell'epoca. Anche a Porta Nuova, spazio allo shopping e
agli incontri con negozi, librerie, caffè, ristoranti e un'ampia porzione di verde pubblico (ancora in fase di ultimazione) destinato a diventare il Parco Biblioteca degli Alberi.

 

Lambrate, la sbarazzina

Tra le nuove piazze milanesi c'è anche quella che non ti aspetti: il quartiere Lambrate-Ortica. Da pochi anni è il centro propulsore della street art, con i grandi murales realizzati da Orme (Ortica Memoria www.orticamemoria.com) in omaggio a Dario Fo, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci (per tutti: “Faceva il palo nella banda dell'Ortica”), Walter Valdi, i Gufi (Magni, Brivio, Patruno e Svampa) e al movimento sindacale. Il progetto è realizzare il più grande museo all'aperto d'Italia in cui la memoria del '900 sia dipinta sui muri di case, palazzi, viadotti e manufatti. Via Giovanni Ventura è invece un riferimento stabile per designer e artisti che qui trovano spazi, laboratori, gallerie, spesso ricavati da vecchi manufatti industriali, in cui esporre e confrontarsi. In un ambiente e in un contesto urbano molto “smart”, giovane e informale.

 

Via Tortona, l'esot(er)ica

Sarà la presenza del Mudec (Museo delle Culture) ricavato nell'area ex Ansaldo, saranno i nuovi spazi di Via Stendhal, ma quello che era un quartiere marginale e anche un po' emarginato, si è trasformato dopo la riconversione postindustriale in uno dei centri pulsanti delle attività creative. Guarda caso in zona ha trovato sede anche la Fondazione Gianfranco Ferrè (www.fondazionegianfrancoferre.com) che continua l'opera dell'architetto prestato alla moda. All'estremo opposto della via, oltrepassata la stazione di Porta Genova, si arriva alla Darsena, altro spazio urbano riqualificato di recente e restituito alla fruizione collettiva, sede di eventi e di un food district di prim'ordine cui fanno eco le centinaia di locali, bar e ristoranti aperti sull'asta dei navigli: la città di ieri e quella che deve venire. Simboli vecchi e nuovi di una Milano non più da bere, ma da godere. Per i viaggiatori, ma anche per i milanesi.

Là dove c'erano le fabbriche...


Il recente passato industriale di Milano ha lasciato enormi spazi urbani occupati un tempo da fabbriche e stabilimenti. Molti hanno conosciuto profonde trasformazioni e una riconversione orientata prevalentemente all'arte, alla cultura, alla moda o al design, le nuove realtà produttive traino dell'economia. Una seconda giovinezza di grande appeal ha avuto l'ex distilleria di Porta Romana trasformata nella Fondazione Prada (www.fondazioneprada.org), sede di mostre temporanee e permanenti di arte contemporanea. Stesso discorso per l'Hangar Bicocca (www.hangarbicocca.org) su una parte dell'enorme insediamento Pirelli del quartiere Greco che oggi ospita anche un Campus Universitario (progetto Studio Gregotti e Associati), il Teatro degli Arcimboldi e ampie aree abitative e verde pubblico.

"Milano, le nuove piazze"
di Auro Bernardi


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