Bellezza senza tempo

Bellezza senza tempo

Da “vergogna d'Italia” a sito Unesco e Capitale Europea della Cultura: la parabola di Matera, abitata fin dalla preistoria e chiamata a vivere una nuova vita.
E durante il Natale, sembra proprio un presepe

 

Nel 2019 sarà Capitale Europea della Cultura. Sembra incredibile per una città che nel dopoguerra era definita “vergogna d'Italia”: le condizioni di vita nei Sassi, grotte malsane in cui uomini e animali vivevano in promiscuità, erano intollerabili per un paese civile. Oggi la bellezza di Matera sta proprio in questo corto circuito storico-temporale, che si esalta a Natale, quando i Sassi diventano un immenso presepio senza aggiungere nulla di artificioso a ciò che esiste da millenni. Perché la città rupestre, dal 1993 Patrimonio Unesco come “paesaggio culturale”, è l'unico sito al mondo abitato senza interruzioni dal Paleolitico a oggi. Ora, in quelle case scavate nella roccia da cui nel 1956 furono espulsi tutti gli abitanti, sono tornate a vivere circa 6mila persone. Molte abitazioni sono state addirittura trasformate in resort di lusso, negozi, ristoranti, atelier di artisti e artigiani che attirano visitatori da tutto il mondo.

Un Sedile per governare

Nei Sassi, la vita rurale si svolgeva nei Vicinati: aree comuni su cui si affacciavano diverse abitazioni, collegate tra loro da rampe o scalinate; cortili per lavori all'aperto e chiacchiere tra comari. Oggi i vicinati sono un luogo di incontro per attività culturali o, durante il Natale, per rappresentazioni del presepio vivente. Nella parte alta della città, stretta attorno alla cattedrale duecentesca di stile romanico pugliese e chiamata Civita, vivevano invece le famiglie della nobiltà. La Civita è perciò ricca di piazze, chiese e palazzi, come palazzo Lanfranchi, sede del Museo Nazionale d'arte Medievale e Moderna, e palazzo del Sedile, oggi Conservatorio, così chiamato perché qui “sedevano” i governanti. Tra le chiese, da non perdere la romanica San Giovanni Battista e quelle barocche di San Francesco e del Purgatorio, quest'ultima con una debordante decorazione scultorea a tema “Trionfo della morte”. Per avere un'idea di cosa nasconde il sottosuolo di Matera bisogna recarsi in piazza Vittorio Veneto da cui si può accedere al Palombaro Lungo, sterminato ipogeo ottocentesco destinato alla raccolta delle acque che sprofonda per oltre 40 m nelle viscere della terra. A pochi passi, in Recinto XX settembre, si può visitare invece l’ipogeo Matera Sum che si estende per 12 metri sotto il livello stradale: cunicoli, case grotta, vicinati, mulini arcaici e luoghi di culto riadattati nel corso dei secoli.

 

Le meraviglie del Barisano

Da piazza Duomo si scende in ciascuno dei due Sassi che si aprono a ventaglio sotto la Civita. Sul fianco sinistro della cattedrale si va al Sasso
Barisano
lungo via del Riscatto. Nel cuore del Sasso due luoghi rendono bene l'idea di quali tesori si nascondano dietro semplici muri di tufo.
La chiesa di San Pietro Barisano ha un interno romanico di grandissima suggestione e un ipogeo altomedievale usato come cimitero dei monaci. A pochi passi, la Casa Cava è un autentico spazio metafisico. Da luogo di estrazione delle pietre è diventata un ambiente multimediale per concerti, spettacoli e conferenze. Un magnifico recupero dove antico e postmoderno convivono in perfetta simbiosi. Altro luogo-simbolo è il Museo della Civiltà Contadina (museolaboratorio.it) che ha sede in palazzo Barberis e che raccoglie attrezzi e documenti sui mestieri praticati un tempo nei Sassi.

Scultura e cultura al Caveoso

Se dalla Civita si scende invece verso il Sasso Caveoso, lungo via san Potito, si raggiunge in pochi minuti una delle più belle realtà di Matera: il Musma (www.musma.it), museo della scultura contemporanea. Le collezioni comprendono i più grandi nomi dell'arte italiana e internazionale e sono allestite nel cinquecentesco palazzo Pomarici. Molte opere sono state create appositamente per questo luogo sicché le antiche sale, i cortili, gli ipogei che le ospitano diventano tutt'uno con l'opera stessa. Arrivati al bordo del dirupo sul torrente Gravina si può visitare la chiesa rinascimentale di San Pietro Caveoso per risalire poi lo sperone roccioso in cui è stata scavata la chiesa rupestre della Madonna dell'Idris, magnificamente affrescata, e concludere l'itinerario con l'altra chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, il soprastante cimitero barbarico e il quartiere Arbereshe
(albanese), ancora oggi abbandonato. 

 

una star del cinema

Quando nel 1964 Pier Paolo Pasolini sceglie Matera come set del suo Vangelo secondo Matteo, i Sassi sono una città fantasma, che il regista ripopola con persone del posto usate come comparse. Via Muro è la Via Crucis, mentre Porta Pistola fa da quinta all'ingresso trionfale di Gesù nella domenica delle palme. L'intero Sasso Caveoso è poi lo sfondo delle scene della crocifissione. Scelta ripetuta per il remake di Ben Hur (2016) e da Mel Gibson per il suo The Passion (2004). Sono quasi una trentina i film girati tutto o in parte tra i Sassi: da megaproduzioni hollywoodiane come King David (1985) di Bruce Beresford con Richard Gere a film d'autore come Allonsanfàn (1974) dei fratelli Taviani con Marcello Mastroianni.

 

VISITATTORI NELLA CITTÀ PRESEPE


L'appuntamento per eccellenza del dicembre materano è il Presepio vivente, che si svolge nell'incomparabile scenario dei Sassi, tra Natale e l'Epifania. Oltre alla “location”, altra peculiarità è la presenza di visit-attori, ossia visitatori che affiancano i figuranti locali. Ovviamente previa registrazione. Segreteria organizzativa: tel. 0835339401
www.presepematera.it. Nello stesso periodo si tiene anche la mostra-concorso In viaggio tra i presepi (www.inviaggiotraipresepi.it).

 

Infopoint Apt Basilicata-Matera, tel. 0835331983 • www.aptbasilicata.it • www.basilicataturistica.it• www.visitmatera.it

 

 

"Bellezza senza tempo"
di testo e foto di Auro Bernardi


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