La cura di se
Chi trova un’amica

CHI TROVA UN’AMICA

…trova più di un tesoro: sostegno nel bisogno, compagnia nel divertimento, complicità nelle chiacchiere. Radiografia di un legame speciale, un valore aggiunto alla qualità della vita

Lo scarto tra vivere male e vivere bene, a volte, sta tutto in una chiacchierata: lo sanno bene le donne che, alle prese con faticose dinamiche familiari, lavorative, sentimentali, si liberano del peso di una giornata grazie a un quarto d’ora con un’amica. Può essere quella del cuore, la collega simpatica o la mamma di un compagno del figlio: l’empatia al femminile scatta in modi diversi e con persone diverse, in base alle stagioni e alle situazioni della vita. «Le donne cambiano, evolvono nel tempo e con le esperienze», conferma Angela Monetti, psicoterapeuta e psicosomatista a Como. «Rispetto agli uomini, è più raro che restino legate per sempre alle amicizie dell’infanzia o del liceo: non è superficialità, anzi. Le loro relazioni sono più ricche di sfumature, quindi è naturale che, a un certo punto, non si riconoscano più in un legame nato quando erano diverse». Ciò non toglie che, quando c’è ed è sincera, l’amicizia tra donne sia una formidabile risorsa: un’amica ci vuole bene come noi dovremmo volerne a noi stesse.

L’INFANZIA
Compagna di banco, vicina di casa, socia di giochi: da piccole eravate inseparabili. Perché vi siete allontanate e ora, a distanza di anni, provate un certo imbarazzo nel riconoscerla al supermercato, così diversa ed estranea? «Perché insieme avete cominciato a scoprire il mondo, poi ognuna si è costruita il suo e ora nulla vi accomuna, se non un po’ di malinconia», spiega Monetti. Per gli uomini è diverso: a distanza di 30 anni possono ancora trovarsi a giocare a calcio con i compagni di infanzia, con immutato entusiasmo. Quell’interesse comune mantiene in vita la relazione, senza disagi né eccessive aspettative.

L’ADOLESCENZA
Nelle amicizie adolescenziali, prevalgono le logiche di gruppo: l’orizzonte si circoscrive alla “compagnia”, misura di tutte le cose. In questo mondo a parte, le amiche fanno esperienze nuove e il loro ruolo reciproco è quello di consigliere. È il terreno della sperimentazione e, spesso, si mettono in atto alleanze e tradimenti in un clima caratterizzato da una certa competitività. «Spesso le adolescenti non hanno una sola amica: a quest’età si cercano più punti di riferimento con cui rapportarsi per crescere», chiarisce Monetti.

LA GIOVINEZZA
L’amica del cuore dei 20 anni non è per tutte: averla o no dipende spesso da circostanze sentimentali. Chi trova presto l’uomo della sua vita (o comunque avvia una relazione stabile) non sempre instaura amicizie forti e durature. Questo tipo di rapporto, caratterizzato da grande fiducia reciproca, è tipico degli anni dell’università, magari fuori sede, o dell’epoca dei primi lavori e spesso convive con alterne fortune sentimentali: il rapporto stabile è quello con le amiche, mentre con gli uomini il clima è piuttosto precario.

L’ETÀ ADULTA
Negli anni della maturità, quando ci si è già costruite famiglia e posizione lavorativa, l’amicizia a volte si riaccende nei momenti di crisi: separazioni, lutti, difficoltà con i figli. L’amica rappresenta una vera consolazione, uno specchio in cui guardarsi quando tante certezze vacillano. Parlare, ma anche uscire a bere qualcosa o a fare compere è un momento fondamentale per rinfrancarsi e rafforzare la propria autostima messa a dura prova. In queste situazioni, le amiche sono una vera risorsa. Possono essere più di una, ma di solito si frequentano singolarmente: ognuna ha il suo ambito, il suo ruolo.

LA MATURITÀ
Le si vede al cinema, al pomeriggio, o, la sera, a teatro oppure, ancora, alla vernice di una mostra, dalla parrucchiera o in viaggio con gruppi di coetanei. Amiche non più giovani, ma che condividono vita sociale ed interessi. La terza età non è il regno della solitudine, può essere anzi occasione di libertà. E un’amica spesso fa la differenza tra rimanersene a casa e uscire a raccogliere quello che la vita offre ancora.

 

Mamme: RETE DI SICUREZZA


Attive, indaffarate, attente ai figli: le mamme d’oggi, impegnate nell’impresa di conciliare lavoro e maternità, trovano una risorsa nelle loro compagne di avventura. La rete delle mamme è un tam tam che corre nella giungla cittadina e diffonde consigli, trucchi, informazioni indispensabili per vivere meglio allattamento, svezzamento, scuola materna, primaria, secondaria... «In un certo senso, è un ritorno all’adolescenza, quando il gruppo era una trasmissione di esperienze tra pari», sottolinea Monetti. Non a caso, in questo scambio d’informazioni non manca il divertimento: con le altre, mentre i figli giocano, si trova un momento per se stesse, spesso allegro e ludico.

 


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