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Oristano: terra, mare e... maschere

Oristano: terra, mare e... maschere

Culla di antichissime civiltà - dai nuragici ai fenici ai romani - e di una delle democrazie più antiche d'Europa. Da visitare a Carnevale, quando si corre la Sartiglia

 

Quest'anno si svolge l'11 e il 13 febbraio: ultima domenica di carnevale e martedì grasso. È la Sartiglia (www.sartiglia.info) di Oristano, giostra equestre di origini antichissime che unisce elementi pagani a spirito cavalleresco medievale. Basti dire che i “compoidori” (cavalieri), campioni dei rispettivi “gremi” (corporazioni), una volta rivestiti dei sontuosi costumi che li caratterizzano, non possono toccare terra fino al termine della competizione. Infatti vengono issati a cavallo di peso e rimangono in sella per tutta la durata del corteo e della giostra che consiste nella prova di abilità di infilare con la lama di una spada un anello sospeso a un filo cavalcando al galoppo. La suddivisione del popolo oristanese in corporazioni rimanda a un altro aspetto storico di questa terra: la libertà politica. Nella piazza principale della città, circondato di bei palazzi nobiliari, il classico monumento con il personaggio più importante del luogo raffigura, caso forse unico in Italia, una donna: Eleonora d'Arborea il cui nome si lega alla Carta de Logu, ossia a una delle più antiche “costituzioni” promulgate in Europa, risalente al XIV sec. Rimasta in vigore fino all'inizio dell'800.

Donne e madonne a tutela del luogo
La visita di Oristano può cominciare proprio da qui, dal cuore della città e dal suo “nume tutelare”. Che trova riscontro nel vicino duomo dedicato anch'esso a una donna: Maria Assunta. La fondazione risale al XII secolo, ma la veste attuale è tardo barocca. Al suo interno una bella statua della Vergine della scuola di Nicola Pisano. Nella vicina chiesa di San Francesco si può ammirare un'altra scultura: un Crocifisso del '400 di scuola renana. Altra tappa d'obbligo è l'Antiquarium Arborense, ossia il museo di palazzo Parpaglia. Il nucleo principale dei reperti risale alla collezione privata dell'avvocato oristanese Efisio Pischedda, amico di Schliemann e archeologo dilettante. Protagonista di un bel filmato rievocativo che introduce alla visita. Per quanto riguarda invece la cultura moderna, il riferimento è l'Unla (www.centroserviziculturali.it/unla), con una videoteca tra le più ricche d'Italia, che propone appuntamenti culturali nell'arco di tutto l'anno.

Cabras e Sinis
Il territorio oristanese è tra i più ricchi della Sardegna per storia, arte, cultura e bellezze naturali. Con i suoi 2.230 ettari di estensione, la laguna di Cabras è uno degli ecosistemi umidi più grandi d’Europa. Qui il fiume Tirso confluisce nel mare formando gli stagni di acqua salmastra che ospitano una grande varietà di flora e fauna. Con specie autoctone e migratorie, come i fenicotteri che in primavera colorano di rosa gli specchi d'acqua. Negli stagni si pescano inoltre le anguille e i cefali da cui si ricava la celebre bottarga. Da non perdere, il Museo Civico (www.museocabras.it) che raccoglie importantissimi reperti della zona: dalle statuette neolitiche al Tofet punico di Tharros ai Giganti di Monte Prama, colossali statue in pietra bianca di epoca nuragica. A pochi km da Cabras inizia la penisola del Sinis, dalle celebri spiagge per il turismo estivo, ma godibile anche in inverno per le importanti vestigia storico-archeologiche. Come i resti della città punico-romana di Tharros, abitata fino all'XI secolo. La visita del sito occupa almeno mezza giornata mentre l'altra metà può servire per vedere la chiesa
paleocristiana di San Giovanni di Sinis e il sito di San Salvatore. Quest'ultimo è un luogo davvero unico. Una piccola chiesa seicentesca racchiude nel sottosuolo un santuario nuragico dove era praticato il culto dell'acqua sorgiva. Culto continuato anche in epoca romana di cui restano straordinari disegni di divinità. Attorno alla chiesa un quadrilatero di casette (dette “cumbessias”) ospita gruppi di fedeli durante le feste religiose come la Corsa degli Scalzi che si svolge a settembre. Altra singolarità: negli anni '60 e '70 del '900 il luogo è servito come set per numerosi western all'italiana, trasformato in “pueblo” messicano.

Quattro passi sulla storia
A Barùmini, una ventina di km a sud-est di Oristano, si trova il più importante sito nuragico sardo: Su Nuraxi. Si tratta di un complesso monumentale risalente al XV sec. a.C. con una reggia (nuraghe quadrilobato) e il villaggio circostante. Patrimonio Unesco per la sua unicità, è davvero impressionante. Pietre di svariate tonnellate poste una sull'altra senza calce sfidano da millenni gli assalti del tempo, così come un tempo sfidavano i nemici. Opera colossale che fa capire il grado di civiltà raggiunto dai primi abitatori dell'isola. In paese merita una visita anche il Polo Museale Casa Zapata: dimora gentilizia del '500 di stile spagnolo costruita sulle fondamenta di un nuraghe. Recenti lavori hanno rimesso in luce il nuraghe che ora si può vedere attraverso lastre di vetro messe al posto del pavimento. Un'esperienza singolare.

Mangiare e dormire


• Hotel Mistral www.hotelmistraloristano.it
Confortevole 3* a pochi passi dal centro storico.
• B&B Crakeras tel 078372785
Ospitalità e arte si mescolano grazie al talento
del gestore, docente e archeologo.
• Ristorante Grekà www.hotelduomo.org
È il ristorante dell'Hotel Duomo. Ambiente di charme
e piatti di assoluta qualità.
• Ristorante Cocco e Dessì www.coccoedessi.it
Istituzione gastronomica oristanese dal 1925.
A due passi dalla Torre di san Cristoforo.

"Oristano: terra, mare e... maschere"
di Auro Bernardi


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