I fiori commestibili

I fiori commestibili

Tutti si ammirano, alcuni si mangiano; quali seminare, come trattarli, come gustarli

 

Ancora prima di essere coltivati in giardino a scopo ornamentale, i fiori fin dall’antichità si sono sempre raccolti in natura e hanno trovato ampio spazio negli orti domestici alla stregua di altri vegetali per essere utilizzati a scopo alimentare ed erboristico. 

Alcuni fiori infatti possiedono virtù erboristiche e medicamentose e sono tra gli ingredienti principali di tisane e infusi, così come di sciroppi e di altri rimedi naturali. E se un tempo fiori come la camomilla, la malva, il tiglio, o la rosa erano usati quasi esclusivamente per le preparazioni erboristiche, ora decorano i piatti più raffinati e possono diventare ingredienti che rendono speciale anche una semplice insalata. 

 

Quelli sì e quelli no

La cucina mediterranea vanta numerose ricette in cui i fiori sono i protagonisti: portare in tavola i fiori di zucchina ripieni, oppure quelli di sambuco fritti in pastella, è un’abitudine consolidata, eredità delle buone pratiche di economia domestica che insegnano a consumare tutto e senza sprechi. Aggiungere fiori nelle pietanze appaga l’occhio con i colori e il gusto con una varietà di sapori a seconda della specie: dal dolce del trifoglio o del gelsomino o della malva, allo speziato del nasturzio o dei fiori della rucola al pungente dell’erba cipollina o dell’allium.

Non tutti i fiori però sono commestibili, anzi alcuni sono davvero tossici e occorre fare molta attenzione anche nel maneggiarli. La moda di decorare pietanze e torte può essere molto pericolosa se non si conoscono le varietà utilizzate. Un esempio? I ranuncoli, tanto belli e amati dalle spose che li richiedono per realizzare il loro bouquet, contengono l'anemonina; una sostanza particolarmente tossica che sulla pelle può provocare delle vesciche e se ingerita causa intenso dolore e bruciore alle mucose. Per essere certi del materiale vegetale che si vuole utilizzare, meglio informarsi da persone competenti oppure attraverso libri o siti specifici, nei quali reperire dati necessari alla classificazione e distinzione della pianta. Sono disponibili anche delle applicazioni per lo smartphone grazie a cui basta scattare una fotografia del fiore e identificare così la pianta, per un consumo consapevole.

 

Istruzioni per l’uso

Evitare sempre i fiori provenienti dal fiorista, in quanto sono trattati con agenti chimici e pesticidi. Lo stesso divieto vale per quelli raccolti per strada o nei giardini pubblici: non è possibile sapere come sono stati coltivati!

L’ideale è consumare fiori che avete coltivato voi stessi. Anche in vaso sul balcone è possibile compiere piccoli miracoli, considerando pure le fioriture di molte piante aromatiche che magari  sono già presenti nel vostro spazio verde: potete infatti raccogliere i fiori di basilico, menta, rosmarino, timo e quelli della lavanda. Se amate i gerani, il consiglio è di coltivare le varietà a petali profumati e commestibili, come il classico malvarosa.

In questo periodo, siete ancora in tempo per seminare, sia in vaso sia in piena terra, alcune varietà di fiori edibili come la monarda, il fiordaliso, il non ti scordar di me, la viola tricolor, senza dimenticare la borragine: sono tutte piante che si moltiplicano facilmente da sole, e così ogni anno vi regaleranno generose fioriture. Raccoglieteli la mattina nelle giornate di sole, dopo che i primi raggi hanno asciugato le tracce di umidità della notte.

Infine, se non potete o non avete voglia di dedicarvi al gardening, troverete in vendita i fiori edibili nei supermercati più forniti, e anche più facilmente online presso siti specializzati.

 

Cosa e come mangiare

Una volta accertata la qualità del vostro raccolto, dovrete mondare i fiori rimuovendone i pistilli e i gambi. Consumate solo i petali delle specie che presentano il calice ingrossato (come la calendula o la primula). Se siete soggetti che soffrono di allergie, assumete i fiori con gradualità. 

In cucina, utilizzate i fiori assecondando la fantasia, per esempio per guarnire un risotto.
Lo zafferano in bustina è fatto con polvere di pistilli del Crocus sativus, provate a utilizzarne anche i petali, oltretutto è un bulbo facile da coltivare anche in vaso in terrazzo (ma attenzione a non confonderlo con il comune crocus dei prati, altamente tossico). E poi via libera nelle insalate o per completare un dessert, così da regalare colore e nuovi sapori ad ogni piatto.

 

Come conservarli

I fiori possono essere conservati freschi in frigorifero per circa 5-6 giorni. Alcune varietà mantengono le loro proprietà organolettiche meglio di altre, in generale dipende dalla consistenza del petalo: più è sottile, più velocemente si deteriora. Pulite i fiori privandoli dei gambi e inseriteli in vaschette da tenere in frigorifero a una temperatura dai 4 ai 6 °C.

Potete anche conservarli dopo averli essiccati con l’apposito apparecchio casalingo, in questo caso perderanno un po’ del loro colore ma guadagneranno in termini di durata nel tempo: da 6 mesi a un anno.

"I fiori commestibili"
di Simonetta Chiarugi www.aboutgarden.it


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